Sottofrequenze Statistiche: Utilità e Pericoli.

In questo articolo voglio parlare di un argomento relativamente nuovo nelle mie divulgazioni sul betting: le sottofrequenze statistiche.

E’ un tema che ho introdotto brevemente quando ho presentato il nuovo algoritmo MindBet.

Oggi cercherò di approfondirlo.

Con il termine “sottofrequenze statistiche” intendo tutti quegli esiti che tendono a verificarsi solo quando più elementi in relazione tra loro presentano le medesime caratteristiche.

Mi spiego meglio.

Parliamo di frequenza statistica quando ad esempio diciamo che, se l’allibramento è spalmato per oltre il 60% sul segno 2, nel 73% dei casi si verifica la vittoria della squadra in trasferta.

E’ una frequenza, e non una sottofrequenza, perché analizziamo un solo elemento: in questo caso, come è spalmato l’allibramento.

Nella sottofrequenza, invece, vengono messi in realazione più elementi:

  • la statistica di un esito (1-X-2, Under-Over, Gol-NoGol, ecc)
  • la quota reale allibrata di quell’esito
  • la quota vergine sempre dello stesso esito
  • la quota attuale
  • l’allibramento

Questo consente non solo di aver un pronostico più affidabile, ma anche di andare alla ricerca di possibili anomalie statistiche, che solitamente garantiscono quote più alte.

Anomalie statistiche: cosa sono?

Prima di vedere l’utilità e i pericoli delle sottofrequenze, soffermiamoci un attimo sulle anomalie statistiche.

Sono gli esiti, imprevisti, scovati proprio dalle sottofrequenze.

Prendiamo un match di oggi: Le Havre-Orleans.

 

L’algoritmo MindBet, che “ci parla” dalla zona arancione del SuperFoglio, ci suggerisce “Buono 1X”.

Ma perché proprio “Buono 1X” e non altro?

Approfondiamolo.

Ci dice 1X perché quando si verificano tutte le condizioni cerchiate in verde (esito 1 è al 49%, quota offerta a 1,75, quota reale allibrata con una differenza dell’11%, ecc) non c’è un esito fisso 1 – X – 2 che esce con maggior frequenza, quindi il pronostico più attendibile è la 1X.

Aggiunge “Buono” perché evidentemente, nelle casistiche simili, è poco probabile che si verifichi l’esito 2.

Avesse detto “Copri 1X” il segno 2 sarebbe stato ancora l’esito meno previsto, ma con uno “scarto” minore rispetto a quello del “Buono 1X“.

Infine, se la dicitura fosse stata “Rischia 1X“, avrebbe significato che la probabilità del 2 era comunque la più bassa ma entrava in condizioni quasi paritarie a quelle degli altri due segni.

L’anomalia, a fronte dei dati esposti, non è prevista: non solo per le statistiche (il 2 ha solo il 16,5%) ma anche per tutto il resto dei dati (rapporto tra quote, allibramento, ecc).

Potremmo però trovare casi in cui, con la stessa quota offerta ma differenti condizioni negli altri elementi, l’algoritmo ci consiglierà altri esiti.

Magari anomali come un “Rischia X2” nonostante le quote sembrerebbero favorire il segno 1.

E’ difficile fare un “riassunto” delle anomalie: gli esiti possono essere diversi al variare di ognuno degli elementi di studio.

E’ improbabile che nel giro di poche settimane le condizioni che portano ad un “Buono 1X” facciano emergere l’esigenza di cambiare il suggerimento in “Rischia 1X” o “Copri X2“.

Può però succedere che accada dopo 4/500 partite: i suggerimenti della zona arancione del software derivano infatti dall’analisi delle circa 12.000 partite che, attualmente, compongno il database del SuperFoglio.

Il database ogni giorno si aggiorna con nuovi match e, di conseguenza, conferma le sottofrequenze esistenti o le sostituisce con le nuove che mostrano maggiori probabilità di verificarsi.

Sottofrequenze statistiche: utilità e pericoli.

L’utilità delle sottofrequenze è presto detta: mettono in relazione più elementi di studio, cercando di simulare il ragionamento del cervello umano.

Va da se che il pronostico che ne segue è più affidabile, proprio perché generato da tutti i dati fondamentali che compongono l’analisi di betting.

Allo stesso tempo però nascondono delle insidie.

La prima è mentale.

Le sottofrequenze ci rendono pigri.

Rischiamo di pensare che basti l’analisi che fa l’algoritmo, e sottovalutiamo l’importanza della nostra (o peggio non le studiamo affatto).

E’ una cosa che sconsiglio assolutamente.

Quante volte l’ho già detto? Mille? Lo ripeto per la 1001:

Il SuperFoglio è uno strumento di studio, non una bacchetta magica.

Anche la seconda è mentale: potrebbero condizionarci.

Se – dopo aver studiato una partita – ci sembra da 1X, ma lui consiglia l’1 fisso, potremmo farci convincere a rischiare più del dovuto.

Quindi è importante sapersi assumere le proprie responsabilità: io decido.

Lui fornisce i dati, io decido!

Uno dei segreti di un buon Tipster è proprio questo:

non delegare ad altri il merito delle proprie vincite o la responsabilità delle proprie perdite.

Se uso la testa, sarà sempre e solo una mia scelta.

Ragionata, studiata, ponderata.

Posso vincere, posso perdere, ma sono sempre io che scelgo la direzione.

E’ l’unico modo di convivere bene non con il SuperFoglio, ma con il betting in generale.

E non farti derubare da quel che gira su internet: fantomatici guru che vincono 1.000, 2.000, 3.000 euro ogni giocata.

Sono fake nel 99% dei casi.

Anche perché, se hanno centinaia di migliaia di followers e ogni giorno vincono tutti 3.000 euro, i bookmakers perderebbero 3 milioni al giorno.

Ti sembra reale?

Se non falliscono il motivo è solo uno: non sono vincite reali.

Che ci vuole a falsificare una bolletta con photoshop?

Su via, ormai ci cascano solo i polli.

Prima di salutarti, e collegandomi proprio a quest’ultimo tema, parliamo della terza insidia: l’affidabilità.

Il risultato finale di una partita è condizionato, oltre che da tutti i dati che possiamo studiare, da un fattore imponderabile impossibile da incastrare in qualunque formula matematica.

Ci sarà sempre un Verona che batte la Juventus, un Lecce che vince a Napoli, un’Atalanta ultima dopo le prime tre partite di Champions che passa il turno e batte 4-1 il Valencia.

Quanto erano probabili questi esiti, se analizzati prima?

Poco.

Eppure si sono verificati.

Quindi, oltre allo studio, è fondamentale la gestione del budget.

Se non lo conosci ti consiglio di leggere l’articolo dedicato al Metodo Investimento: non è un money management particolarmente complesso, ma è un buon punto di partenza per evitare di fare puntate senza criterio.

Bene, con questo credo di averti detto proprio tutto ciò che potevo sulle sottofrequenze statistiche.

Spero che l’articolo ti piaccia e che sia d’aiuto per i tuoi studi, soprattutto.

Un abbraccio!

Alessandro Stats4Bets

PS: ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il mio progetto di divulgazione sul betting? In maniera davvero inaspettata alcuni lettori del blog hanno iniziato a farmi delle piccole donazioni libere tramite Paypal. Offrimi anche tu un caffè cliccando qui.

[Aggiornamento]

Mentre scrivevo che l’esito 2 aveva solo il 16% di possibilità di verificarsi ho pensato che sarebbe stato da ridere se si fosse verificato.. e infatti 😀

Scherzi a parte, guardando i numeri del match, credo che la visione della 1X non fosse sbagliata.

Il risultato finale però è il chiaro esempio di ciò di cui si parlava nelle insidie.

Alla fine, il campo ha sempre l’ultima parola.

 


Stats4Bets in nessun modo vuole promuovere il gioco d’azzardo. Se sei minorenne, ti ricordo che scommettere per te è illegale. Se pensi di giocare a scopo di lucro, non sei nel posto adatto: io do suggerimenti per studiare le partite per divertimento e/o con piccoli budget. Giocare può causare dipendenza, se senti di essere troppo coinvolto o a rischio, ti consiglio di rivolgerti ad un centro specializzato.

 

3 commenti su “Sottofrequenze Statistiche: Utilità e Pericoli.”

Lascia un commento